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AVV. Cira Di Feo
AVV. CIRA DI FEO – Mediatore e Responsabile Organismo di Mediazione


“LA MEDIAZIONE IN ITALIA ED IN EUROPA DOPO L’ASSISES DELLA JUSTICE A BRUXELLES DEL NOVEMBRE 2013″

Oggi abbiamo parlato di negoziazione, di mediazione, sistemi di negoziazione e della storia della negoziazione e della mediazione. Penso che noi abbiamo scritto un capitolo molto importante della negoziazione, ma di una delle forme peggiori che si è verificata all’indomani della sentenza della Corte Costituzionale nell’ Ottobre del 2012 quando gli organismi di mediazione si sono ritrovati in una situazione estremamente delicata ed hanno cercato di negoziare con il Governo e con i politici ma non hanno avuto alcuna tipologia di  risposta.

Si è trattato di uno dei negoziati più difficili che siano stati portati avanti in quel contesto ed in quel caso siamo stati costretti a fare quel passo che Ury ha definito come “il passo laterale”: nel senso che noi abbiamo dovuto riferirci alle istituzioni comunitarie ed alle istituzioni che erano superiori rispetto alle istituzioni nazionali.

Questo passo è stato indispensabile. Indubbiamente è stato lento perché anche l’ UE con le sue istituzioni richiede dei tempi, però è stato un passo determinante perché ad oggi, i ricorsi che sono stati all’epoca depositati in commissione europea, sono tutti presenti presso varie DG della Commissione per cui, le problematiche che noi abbiamo sollevato, ad oggi sono esaminate sia dalla Commissione che dal Consiglio d’ Europa.

Proprio in virtù di questi ricorsi che sono stati depositati, c’è stata la nostra partecipazione all’ Assises de la Justice del Novembre del 2013 e lì abbiamo potuto prendere cognizione di quella che è la posizione dell’ UE in merito alla risoluzione alternativa delle controversie.

All’ Assises si è parlato degli obiettivi della politica comunitaria sia in ambito economico, sia per quel che riguarda la giustizia, andando ad esaminare la giustizia civile, penale, amministrativa ed andando ad esaminare soprattutto i diritti dei cittadini e delle imprese perché gli obiettivi chiave della politica comunitaria sono rappresentati dalla tutela della cittadinanza e dalla tutela delle imprese. Soprattutto le imprese, per favorire lo sviluppo e la ripresa economica.

Perché è importante l’utilizzo degli strumenti della risoluzione alternativa delle controversie? Perché l’obiettivo dell’ UE è creare uno spazio unico giuridico ed economico e questo obiettivo è perseguibile attraverso la politica che andrà dal 2014 al 2020.

Quando noi abbiamo ascoltato il punto di vista di Madame Reding ci siamo resi conto che in UE si spinge per la diffusione di tutte le tipologie della risoluzione alternativa delle controversie con particolare riferimento, ovviamente alla mediazione e alla formula del med-arb. Per riuscire ad ottenere questo obiettivo, è necessario avere la fiducia da parte degli operatori del settore, da parte dei cittadini e, soprattutto, è necessario avere un giusto approccio anche da parte dell’avvocatura.

Il problema in Italia è una mancanza di formazione/informazione, come abbiamo evidenziato, per la classe forense; problema che dovrà indubbiamente essere risolto perché noi sappiamo che nel Maggio del 2013 è stata licenziata una direttiva comunitaria in materia di risoluzione delle controversie ed il cosiddetto, regolamento degli ODR.

La direttiva comunitaria ha un ambito abbastanza ampio perché va a prevedere la mediazione  ed altre tipologie di risoluzione  alternativa delle controversie in tutta la materia del consumo: materia del consumo non come la intendiamo noi ma laddove si va a definire il professionista come il soggetto che fornisce il servizio e dove c’è poi il consumatore come utente finale.

La direttiva dovrà andare in vigore nell’anno 2015. Il termine è il 9 Agosto del 2015 e questo significa che mentre in Italia continuiamo a parlare circa l’utilità o meno della risoluzione alternativa delle controversie, in Europa c’è già stato dato un termine per cui per quel termine, tutti gli stati dovranno dare esecuzione alla direttiva, anche a mezzo di una serie di raccomandazioni comunitarie che verranno indirizzate ai singoli stati membri. Quindi, a breve, anche per l’ Italia ci sarà una raccomandazione comunitaria e ci saranno una serie di indicazioni attraverso le quali avremo la possibilità di comprendere come dare esecuzione alla normativa comunitaria. La direttiva va a chiarire un passaggio a cui faceva riferimento l’ Avv. Maria Cristina Biolchini, che è relativa alla problematica dell’informazione che deve essere data da parte del professionista agli utenti finali: infatti, l’art. 21 recita che lo stato membro è obbligato ad istituire una norma che obblighi il professionista ad informare l’utente finale sulla possibilità e necessità dell’utilizzo della risoluzione alternativa delle controversie e la norma dovrà contenere delle sanzioni reali, effettive, proporzionate e dissuasive. Quindi, l’ UE, da incarico agli Stati Membri di obbligare i professionisti ad informare gli utenti finali su quelle che sono le funzioni e su quello che è lo scopo della risoluzione alternativa delle controversie. Orbene, in questi giorni stiamo sentendo varie notizie circa lo stato delle ADR in Italia : si parla di negoziazione assistita, di mediazione, di arbitrato e si guarda alla negoziazione assistita con timore, da parte di alcuni. Io, però, non faccio che sottolineare a tutti che la negoziazione, come oggi abbiamo potuto valutare, è il primo passaggio per l’acquisizione delle tecniche per la risoluzione alternativa delle controversie. Laddove sappiamo negoziare, possiamo diventare degli ottimi mediatori e possiamo utilizzare tutte le altre formule, quali ad esempio, la mediazione pura o il med-arb alternativo.

E’ normale, la negoziazione sarà comunque alla base di tutto. Ovviamente l’ UE ha valutato che, purtroppo, gli Stati Membri non sono in grado di elaborare delle politiche in autonomia, ma soprattutto su base volontaria perché ci sono stati come l’ Italia che purtroppo tende a disattendere le direttive comunitarie, per cui ci saranno delle nuove linee guida, dei nuovi provvedimenti a livello comunitario che fisseranno dei termini  e fisseranno le modalità attuative della direttiva.

Quindi a chi sostiene che tra 4 anni la mediazione in Italia non ci sarà più, la risposta da dare è che quel termine di 4 anni è un termine transitorio a livello nazionale perché tra 4 anni noi ci ritroveremo, invece, col sistema comunitario che guarda all’elemento cross-bording, cioè l’elemento del transfrontaliero, del transnazionale perché oggi la visione nazionale è una visione che è totalmente superata ovviamente questo mi porta a far capire che, parafrasando un’affermazione di Ury e del Presidente degli Stati Uniti d’ America, il meglio della mediazione e per l’ADR in Italia,  ancora deve venire! Vi ringrazio.

 

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