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AVV. PAOLO FORTUNATO CUZZOLA
AVV. PAOLO FORTUNATO CUZZOLA – Mediatore e Responsabile Scientifico di Enti di Formazione


“DA AVVOCATO GUERRIERO AD AVVOCATO GUARITO : EVOLUZIONE DI UN PROFESSIONISTA”

Buonasera a tutti,

siamo alla fine di questa lunga maratona. Il mio contributo vuole essere di chiusura in tutti i sensi perché io voglio portare la mia esperienza che è di un passaggio evolutivo da avvocato guerriero ad avvocato guarito.

Il titolo può sembrare provocatorio ma, in realtà, chiamandomi Paolo, sono stato anch’io fulminato sulla via di Damasco e ho capito che la concezione, mi si passi il termine, arcaica, della visione dell’avvocato guerriero, quel paladino che viene investito di un compito e va a difendere i diritti del proprio cliente in tribunale, necessita di una evoluzione fisiologica perché tutti lo abbiamo compreso e l’avvocatura lo sta capendo.

Oggi mi reputo soddisfatto di questa apertura dell’avvocatura che si sta avendo non nei confronti degli avvocati mediatori, il Prof. Ury dice : “Creiamo un ponte”; ma l’avvocatura è tutta  : non ci sono gli avvocati e gli avvocati mediatori! Ci sono gli avvocati che oggi si devono evolvere, guarire e diventare avvocati multidimensionari, come li chiamo io. Ovvero un avvocato che può offrire al proprio cliente la soluzione migliore per il proprio problema anche la cultura Adr.

La cultura ADR passa però, mi si passi il termine, per una cultura scolastica. Da formatore, io avevo difficoltà in 50 ore non a spiegare a degli avvocati una normativa, infatti non è compito mio e siamo tutti in grado ma piuttosto di poter affrontare delle problematiche che culturalmente non appartengono al legale : tecniche di comunicazione e negoziazione, pnl che sono quelle tecniche necessarie affinché un avvocato possa anche fare il mediatore.

Ed allora, quando ci riuniamo tra formatori con la effe maiuscola, il nostro problema è che 50 ore non sono sufficienti. Cinquanta ore con un programma ministeriale strutturato su una pedissequa rilettura del decreto legislativo e dei decreti ministeriali, non formano mediatori ma formano burocrati!

Il CNF dice che l’avvocato è più bravo quindi 15 ore. No! L’avvocato o ne fa 100 (ore di formazione, NdR)  e non perché dobbiamo spiegargli il decreto legislativo ma perché dobbiamo approfondire determinate tematiche, o si fa un ragionamento col Ministero delle Università e gli si dice : iniziamo ad inserire nelle lauree in giurisprudenza, così come l’ avv. Giambrone , esperto in materia e presente in sala me lo conferma che avviene in America, che ci servono per diventare anche negoziatori perché non si diventa mediatori ma negoziatori.

Ed ecco che appena completato un percorso di studi, i corsi possono diminuire o fare dei master post universitari annuali, biennali perché noi siamo in continua evoluzione e continuiamo a studiare approfondendo tematiche che abbiamo iniziato a fare come autodidatti e poi cerchiamo di trasmettere a chi abbiamo di fronte.

Concludendo, perché avvocato guarito?

Non è mia la frase ma l’ho mutuata dal grande Eric Galton che è un avvocato, mediatore americano. Perché dice che lui ha capito come gestire e risolvere il conflitto dei propri clienti. Mi piace l’immagine che lui ci dà: egli dice che il processo è un abito in serie; si crea un modello e deve andare a tutti bene. E’ logico che se io prendo la mia giacca e la dò a lei, le starà grande. La do a Maristella e starà corta. No, non mi piace più andare a comprare l’abito in serie.

Io sono diventato uno stilista facendo il mediatore, perché cucio la procedura attorno alle parti che vengono in mediazione. Creo la procedura, la disegno sulle parti che sono in mediazione. Riesco a capire che il conflitto si può risolvere non con la scure di una sentenza.

Oggi si è parlato di ponte. L’immagine che abbiamo della mediazione è di un ponte : due mani che si stringono. Io sono un provocatore e secondo me l’immagine dell’accordo di mediazione è la bilancia della giustizia che rimane in perfetto equilibrio con un accordo satisfattivo per entrambe le parti. Sia una sentenza che un lodo, faranno inevitabilmente, pendere quel piatto della bilancio da una parte o dall’altra.

Da parte nostra , mi sento di parlare anche come membro del Consiglio Direttivo del Comitato ADR & Mediazione, le porte per il dialogo sono aperte. Bussate e vi sarà aperto : noi abbiamo già le porte aperte. Vi stiamo adesso offrendo un dialogo per collaborare e migliorare affinché , mi rifaccio alle parole del collega Elia, si venga a creare in Italia una vera e propria cultura delle procedure Adr. Grazie

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