Navigation

Eventi
sammartano
AVV. MAURO RUBINO SAMMARTANO Presidente Corte Arbitrale Europea – Strasburgo


” UNA REVISIONE DEL MESSAGGIO AGLI UTENTI AFFINCHE’ ESSI COMPRENDANO APPIENO L’IMPORTANZA DELLA MEDIAZIONE COME SOLUZIONE DELLE CONTROVERSIE O QUANTOMENO COME PRIMO PASSO VERSO LA LORO RISOLUZIONE”

Come sapete nell’occidente si ritiene comunemente che l’arbitrato abbia avuto vita anzitutto in Grecia dove il conflitto tra le due idee è stato affidato alla decisione di un essere umano, anche se il risultato non è stato eccezionale perché ne è nata la guerra di Troia.

Analogamente per la mediazione nel mediterraneo, in quello che è stato e di sicuro noi non lo dimentichiamo, il Mare nostrum in Asia, il concetto di mediazione era molto noto. Non avremmo, quindi, avuto bisogno di scoprire l’ America e di darle il nostro nome grazie ad Amerigo Vespucci, per scoprire la mediazione. Peraltro, non possiamo non essere grati agli studiosi americani, che sono stati capaci come molto spesso in altri istituti, di rovesciare il guanto e di presentarci una mediazione che ha una veste ed un’efficacia enormemente diversa.

Come per l’arbitrato così la mediazione ha dato vita, lo sappiamo tutti, ad odi ed amore. Ed allora, forse, è proprio il caso che anche un organismo che non ha fini di lucro, come la Corte Arbitrale Europea che da 55 anni opera da Strasburgo  e che ho l’occasione di presiedere, si interroghi insieme a tutti voi sui motivi sia dell’amore che dell’odio. L’amore , come la democrazia, è un concetto usato spesso a sproposito. In realtà è il desiderio di affermazione ed il desiderio di avere soddisfazioni economiche e, soprattutto, la grande speranza e volontà di emanciparci dal monopolio statale che attraverso un sistema che io considero errato, di nomina di giudici che condividiamo con gli altri paesi di diritto civile, fa sì che noi ci troviamo molto spesso, non sempre fortunatamente, ad aggiudicarci un funzionario pubblico di rango democratico e non quello che in America, in Inghilterra soprattutto, è un vero giudice.

L’odio è un argomento ancora più interessante da studiare e, siccome gli interventi sono limitati, tengo ad assicurarvi che queste mie riflessioni magari fuori luogo, non vi prenderanno molto tempo. Credo che una causa principale, almeno nel nostro Paese, sia una normativa totalmente errata. Stupisce che l’ufficio legislativo del nostro Ministero si sia lasciato condurre per un percorso così inappropriato che ha finito a dar vita e a sottoporre la nascita di organismi di mediazione a criteri simili a quelli con i quali venivano concesse,  durante il regime , le farmacie ad informatori del governo e, dall’altro, una sregolamentazione assurda dei requisiti per formare il mediatore perché lo star seduto 50 ore ad ascoltare argomenti che noi italiani, fortunatamente, affrontiamo in tempi più brevi, non credo personalmente che consenta di dire che si è in presenza di un vero mediatore. Tanto più quando alla psicologia che essa sia sistematica o meno, ad essa si dia pochissimo spazio.

Un’altra causa è l’atteggiamento degli avvocati. Purtroppo una grossa parte degli avvocati, non voi che siete presenti, ha preso la cosa sotto un piano strettamente personale cioè ha dimenticato il nostro giuramento, se posso usare una parola troppo importante, cioè di dare la precedenza all’interesse del cittadino. E non vi è ombra di dubbio, almeno tra noi in questa stanza, che l’interesse del cittadino è di evitare il contenzioso. E, su questo suo interesse, noi non possiamo non essere al suo fianco ed anzi, non solo a non ostacolarlo, ma incoraggiarlo.

Sarebbe come se un medico che ci visita e ci potrebbe curare con delle medicine, ci sottoponesse ad una operazione. Avremmo di certo diritto di disistimarlo, di disprezzarlo. A mio avviso anche il cittadino, di fronte ad un comportamento analogo dell’avvocato, dovrebbe e potrebbe tirare alle stesse conclusioni.

Io vorrei però soffermarmi su un terzo motivo per il quale, a mio avviso, la mediazione in Italia, così come nei paesi di diritto civile e quindi Spagna, Francia, Portogallo, Grecia non solo, ma forse anche nel resto dell’ Europa che gli inglesi chiamano continentale, mentre per noi è l’ Europa, il cittadino non si rende conto. Quello che ai nostri occhi è evidente, e ve lo dice qualcuno che è nato come innamorato dell’arbitrato e resta innamorato, infatti la nostra istituzione è nata 55 anni fa  con il patrocinio del Consiglio d’ Europa di cui portiamo i colori ed io li porto anche qua,  è che la mediazione deve avere la precedenza assoluta. Il punto sul quale io vi propongo di soffermarci un momento è questo : il cittadino si rende veramente conto di cosa significa ricorrere ad una mediazione? La domanda può sembrarvi banale, ma se proviamo ad approfondirla, credo che si debba rilevare che il cittadino fa un ragionamento che per la prima parte è giusta , dicendo che nessuno più di lui ha interesse a risolvere la controversia, se non è capace lui con i suoi avvocati, forse si illude che il suo avvocato sia sempre al suo fianco anche in questo ruolo, chi altro potrebbe risolverla? Diventa molto difficile fargli capire che la mediazione vera e propria inizia solamente quando è diretta da un soggetto terzo neutrale preparato, non è la conciliazione, rito inutile e ridicolo, al quale siamo stati abituati per molti anni da parte del giudice ordinario. Forse noi abbiamo un problema di comunicazione, lo abbiamo tutti quanti insieme. E allora, siccome la ricerca e l’amore per la cultura della mediazione ci trova necessariamente uniti perché è un obiettivo comune dal quale una volta raggiunto ciascuno trarrà le conseguenze ed i benefici che vorrà, forse noi dobbiamo domandarci se noi usiamo i metodi di comunicazione appropriati oppure se dobbiamo rivederli per far sì che il cittadino, avvocato o non, capisca che noi gli offriamo qualcosa che è nel suo interesse;  che poi il mediatore ne tragga vantaggio, che l’organismo di mediazione cerca di coprire le spese è giusto e legittimo, che qualche organismo desideri guadagnarci sopra, ci sta anche. Però, se il cittadino non capisce questo, noi probabilmente siamo bloccati sia di fronte ad una parte dell’avvocatura che è sorda a questo appello, sia di fronte ad un ufficio legislativo che tant’è non riesce quanto alla mediazione ed in genere quanto alla procedura civile, a trovare la soluzione corretta per lo Stato . Il mio è un invito a ragionare insieme a ciascun di voi per vedere se possiamo insieme trovare un modo di comunicazione che faccia sì che il cittadino si renda conto che ha questa grande possibilità nel suo interesse. Grazie per l’attenzione.

No comments so far!
Leave a Comment